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GIOVANNI SPANO, BIOGRAFIA E VIAGGI CULTURALI
IN “CONTINENTE”
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BREVE NOTA BIOGRAFICA
Giovanni Spano nacque
a Ploaghe l’8 marzo 1803.
Come racconta egli stesso, accompagnato su un ronzino dal più grande
dei fratelli, lascia, all’età di nove anni, il «villaggio»
natio ed entra «tutto maravigliato ed in estasi nella bella Sassari
per ivi “iniziarsi” agli studi».
A Sassari, al Collegio degli Scolopi e poi al Seminario tridentino, Spano
deve superare la non metaforica «prova della sferza»; parla,
e quindi capisce, solo il logudorese ed è costretto, a colpi di
staffile, a imparare acceleratamente l’italiano («Io non capiva,
anzi non aveva mai inteso dal mio maestro – un prete, sacrista maggiore
della parrocchia di Ploaghe – pronunciare una sola parola italiana»);
si appassiona allo studio delle lingue («Ischire limbazos est sabidoria»,
«Sapere le lingue è sapienza», è il proverbio
sardo che Spano apporrà come exergo del Vocabolariu sardu-italianu
e del Vocabolario italiano-sardo); si occupa di indagini archeologiche
sul campo cominciando a scavare nelle campagne del suo paese natale.
Dopo esser diventato maestro di arti liberali (a 18 anni), segue i corsi
di Teologia che conclude, nel 1825, a 22 anni. Insegna inizialmente nelle
scuole elementari di Sassari e poi nel 1831 decide di partire per Roma.
Qui si perfeziona nella conoscenza delle lingue orientali (ebraico, siro-caldeo,
arabo) e frequenta corsi di greco, archeologia e fisica sacra. Ritorna
in Sardegna nel 1834 chiamato a insegnare, a 31 anni, Sacra Scrittura
e Lingue orientali nella Regia Università di Cagliari.
Negli anni seguenti Spano ritorna frequentemente in “continente”
per approfondite visite di studio, in particolare negli anni 1836, 1840,
1854, 1856, 1871 (in quest’ultima occasione, per partecipare, festeggiatissimo,
a Bologna, al Congresso internazionale di antropologia e di archeologia
preistorica).
Nel maggio 1839, oltre l’insegnamento, gli viene affidato l’incarico
di direttore della Biblioteca Universitaria, che tiene per tre anni. Nominato
canonico prebendato di Villaspeciosa, Spano si può dedicare anima
e corpo alle sue ricerche predilette. Nel 1840 edita la prima delle sue
grandi opere dedicate a quelle che i suoi superiori bollavano come «inezie
della lingua vernacola», cioè i due volumi dell’Ortographia
sarda nationale o siat Grammatica de sa limba logudoresa cumparada cum
s’italiana (con frontespizio anche in italiano Ortografia sarda
nazionale, ossia Gramatica della lingua logudorese paragonata all’italiana).
Negli anni seguenti pubblica numerosi saggi sia di argomento linguistico
sia su temi archeologici. Nel 1851 e 1852, a Cagliari, presso la Tipografia
Nazionale, dà alle stampe, rispettivamente, il Vocabolariu sardu-italianu
e il Vocabolario italiano-sardo.
Dal 1855 al 1864 cura la pubblicazione del “Bollettino Archeologico
Sardo”, nelle cui pagine riferisce i risultati delle sue infaticabili
indagini sul campo.
Dal 1857 è Rettore dell’Università di Cagliari; nel
1871 gli viene assegnata la direzione del Commissariato sopra i musei
e scavi di antichità della Sardegna; con Regio Decreto del 15 novembre
1871 viene elevato alla dignità di Senatore del Regno.
Giovanni Spano morì a Cagliari il 3 aprile 1878.
GIOVANNI SPANO IN
“CONTINENTE”
Nel 1834, Giovanni
Spano, prima di ritornare in Sardegna, da Roma raggiunge Torino (maggio
1834) e quindi Genova per prendere la nave per la Sardegna.
Nel 1836, il bastimento a vela che era partito dalla Sardegna (26 marzo)
per Genova è costretto a riparare a Piombino, dove rimane per tre
giorni. Spano arriva a Genova il 2 aprile e a Torino l’8 aprile.
A Torino incontra: Ludovico Sauli d’Igliano, Amedeo Peyron, Carlo
Boucheron, Cesare di Saluzzo dei Conti di Monesiglio.
Parte per Milano il 4 giugno: lì incontra Francesco Cherubini.
Il 18 giugno è a Mantova. Nell’agosto è a Verona,
il 12 agosto è a Padova (abate Federici, archeologo Giuseppe Furlanetto).
A settembre è a Venezia (Salvatore Pinna Crispo sassarese, oriundo
di Osilo, bibliotecari Pietro Bettio e Bartolomeo Gamba, Pier Alessandro
Paravia). Il 17 novembre è a Rovigo. Quindi passa a Bologna, Ferrara,
Rimini, Foligno e Spoleto. Il 6 dicembre 1836 è di nuovo a Roma.
Quindi a Napoli, Pozzuoli, Pompei.
Rientra a Cagliari il 30 agosto 1837.
È ancora a Genova agli inizi di aprile 1840; il 4 aprile è
a Pisa (egittologo Ippolito Rosellini). Dopo essere passato per Lucca
e Pistoia, il 13 aprile è a Firenze (direttore del Museo Archeologico
Michele Arcangelo Migliarini). Alla fine di maggio si trasferisce a Modena
(prof. Celestino Cavedoni, il letterato M. Antonio Parenti, il bibliotecario
Lombardi, e Alessandro Soli Muratori); quindi è a Parma (bibliotecario
Angelo Pezzana) e poi a Milano (ancora prof. Cherubini).
Il 28 giugno parte per Torino (Leonzio Massa Saluzzo, Peyron, il conte
Sauli, Paravia).
Nei primi di luglio è a Genova, da dove riparte per Cagliari.
24 giugno 1854: riparte dalla Sardegna per Torino (Convitto, cav. Monti),
poi è ad Alessandria (Convitto, prof. Botto), a Moncalieri (Convitto,
P. Notari), e a Genova (Convitto, G. Barberis).
Di nuovo a Roma nel giugno 1856. Da Roma riparte per Civitavecchia, Livorno
e arriva a Genova (commendator Demetrio Murialdo; Convitto del preside
Barberis). Il 29 giugno 1856 si dirige verso Torino (ministro della Pubblica
Istruzione, Giovanni Lanza; Convitto del cav. Monti; conte Luigi Cibrario,
Pier Camillo Orcurti, direttore del Museo egiziano; Paravia, Domenico
Promis, Aporti, Giovenale Vegezzi Ruscalla, prof. Bernardo Bellini). Resta
a Torino fino al 3 di luglio, poi da Genova riparte per la Sardegna.
1º ottobre 1871: partecipa, festeggiatissimo, a Bologna al Congresso
internazionale di antropologia e di archeologia preistorica.
(27-12-2010) |